Ultimissime sulla TARES

Il 27 settembre scorso l’amministrazione ha portato in Consiglio Comunale la nostra richiesta di ridiscutere il Regolamento TARES da loro approvato lo scorso 28 giugno.
Noi consiglieri di minoranza abbiamo elaborato una Proposta di Regolamento TARES che di fatto recepiva le esigenze da voi manifestate durante l’incontro pubblico dell’8 settembre scorso.
La proposta è stata trasmessa al gruppo di maggioranza già dal 23 settembre e ciò ha consentito agli amministratori di esaminarla per tempo, prima della discussione in Consiglio Comunale.
Il confronto è stato serrato ma improntato alla collaborazione ed al dialogo, tant’è che le proposte fatte dalla minoranza sono state quasi totalmente accettate anche se con piccole modifiche.

Solo su un punto, quello principale, non si è trovato l’accordo: la modifica dell’articolo 17.
Non voglio entrare nel merito e lascio a voi le riflessioni riportandovi la parte del testo di cui si è discusso (dal comma 2 al 7):

art.17 (in vigore dal 28.06.203)

2. Per le utenze domestiche condotte da persone fisiche che vi hanno stabilito la propria residenza anagrafica, il numero degli occupanti è quello del nucleo familiare risultante all’Anagrafe del Comune, salva diversa e documentata dichiarazione dell’utente. Devono comunque essere dichiarate le persone che non fanno parte del nucleo familiare anagrafico e dimoranti nell’utenza per almeno sei mesi nell’anno solare, come ad es. le colf che dimorano presso la famiglia.
3. Sono considerati presenti nel nucleo familiare anche i membri temporaneamente domiciliati altrove. Nel caso di servizio di volontariato o attività lavorativa prestata all’estero e nel caso di degenze o ricoveri presso case di cura o di riposo, comunità di recupero, centri socio-educativi, istituti penitenziari, per un periodo non inferiore all’anno, la persona assente non viene considerata ai fini della determinazione della tariffa, a condizione che l’assenza sia adeguatamente documentata.
4. Per le utenze domestiche condotte da soggetti non residenti nel Comune, per gli alloggi dei cittadini residenti all’estero (iscritti AIRE), e per gli alloggi a disposizione di enti diversi dalle persone fisiche, occupati da soggetti non residenti, si assume come numero degli occupanti quello indicato dall’utente o, in mancanza, quello di un’unità ogni 40 mq di superficie imponibile (con arrotondamento all’unità superiore).
Resta ferma la possibilità per il comune di applicare, in sede di accertamento, il dato superiore emergente dalle risultanze anagrafiche del comune di residenza.
5. Le cantine, le autorimesse o gli altri simili luoghi di deposito, non pertinenziali, si considerano utenze domestiche condotte da un unico occupante. Per le unità abitative, di proprietà o possedute a titolo di usufrutto, uso o abitazione da soggetti già ivi anagraficamente residenti, tenute a disposizione dagli stessi dopo aver trasferito la residenza/domicilio in Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.) o istituti sanitari e non locate o comunque utilizzate a vario titolo, il numero degli occupanti è fissato, previa presentazione di richiesta documentata, in una unità.
7. Per le unità immobiliari ad uso abitativo occupate da due o più nuclei familiari la tariffa è calcolata con riferimento al numero complessivo degli occupanti l’alloggio.

Proposta della minoranza del 23.09.2013

2. Per le utenze domestiche condotte da persone fisiche che vi hanno stabilito la propria residenza anagrafica, il numero degli occupanti è quello del nucleo familiare risultante all’Anagrafe del Comune, salva diversa e documentata dichiarazione dell’utente. Devono comunque essere dichiarate le persone che non fanno parte del nucleo familiare anagrafico e dimoranti nell’utenza per almeno sei mesi nell’anno solare, come ad es. le colf che dimorano presso la famiglia.

3. Sono considerati presenti nel nucleo familiare anche i membri temporaneamente domiciliati altrove. Nel caso di servizio di volontariato o attività lavorativa prestata all’estero e nel caso di degenze o ricoveri presso case di cura o di riposo, comunità di recupero, centri socio-educativi, istituti penitenziari, per un periodo non inferiore all’anno, la persona assente non viene considerata ai fini della determinazione della tariffa, a condizione che l’assenza sia adeguatamente documentata.

4. Per le utenze domestiche condotte da soggetti non residenti nel Comune, per gli alloggi dei cittadini residenti all’estero (iscritti AIRE), e per gli alloggi a disposizione di enti diversi dalle persone fisiche, occupati da soggetti non residenti, solo nella fase di prima applicazione del Regolamento e comunque non oltre l’accertamento della reale consistenza del nucleo familiare del proprietario o dell’affittuario attraverso l’accertamento presso i comuni di residenza, si assume come numero degli occupanti quello indicato dall’utente o, in mancanza, quello di un’unità ogni 40 mq di superficie imponibile (con arrotondamento all’unità superiore).

Resta ferma la possibilità per il comune di applicare, in sede di accertamento, il dato superiore emergente dalle risultanze anagrafiche del comune di residenza.

5. Le utenze domestiche di proprietà dei residenti nel Comune di Pettorano sul Gizio non destinate alla abitazione principale del nucleo familiare e non concesse in locazione o in comodato, allo scopo di incentivare la pratica dell’”albergo diffuso”, per le cantine, le autorimesse o gli altri simili luoghi di deposito, non pertinenziali, si considerano utenze domestiche condotte da un unico occupante.

6. Per le unità abitative, di proprietà o possedute a titolo di usufrutto, uso o abitazione da soggetti già ivi anagraficamente residenti, tenute a disposizione dagli stessi dopo aver trasferito la residenza/domicilio in Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.) o istituti sanitari e non locate o comunque utilizzate a vario titolo, il numero degli occupanti è fissato, previa presentazione di richiesta documentata, in una unità.

7. Per le unità immobiliari ad uso abitativo occupate da due o più nuclei familiari in esse residenti, come accertato dall’Ufficio anagrafe,  la tariffa è calcolata con riferimento al numero complessivo degli occupanti l’alloggio.

Modifiche approvate dalla maggioranza il 27.09.2013

2. Per le utenze domestiche condotte da persone fisiche che vi hanno stabilito la propria residenza anagrafica, il numero degli occupanti è quello del nucleo familiare risultante all’Anagrafe del Comune, salva diversa e documentata dichiarazione dell’utente. Devono comunque essere dichiarate le persone che non fanno parte del nucleo familiare anagrafico e dimoranti nell’utenza per almeno sei mesi nell’anno solare, come ad es. le colf che dimorano presso la famiglia.
3. Sono considerati presenti nel nucleo familiare anche i membri temporaneamente domiciliati altrove. Nel caso di servizio di volontariato o attività lavorativa prestata all’estero e nel caso di degenze o ricoveri presso case di cura o di riposo, comunità di recupero, centri socio-educativi, istituti penitenziari, per un periodo non inferiore all’anno, la persona assente non viene considerata ai fini della determinazione della tariffa, a condizione che l’assenza sia adeguatamente documentata.
4. Per le utenze domestiche condotte da soggetti non residenti nel Comune, per gli alloggi dei cittadini residenti all’estero (iscritti AIRE), e per gli alloggi a disposizione di enti diversi dalle persone fisiche, occupati da soggetti non residenti, si assume come numero degli occupanti quello indicato dall’utente o, in mancanza, quello di un’unità ogni 40 mq di superficie imponibile (con arrotondamento all’unità superiore).
Resta ferma la possibilità per il comune di applicare, in sede di accertamento, il dato superiore emergente dalle risultanze anagrafiche del comune di residenza.

5. Le cantine, le autorimesse o gli altri simili luoghi di deposito, non pertinenziali, si considerano utenze domestiche condotte da un unico occupante alle quali si applica la sola parte della tariffa variabile.

5 bis. Al fine di incentivare la pratica dell?Albergo diffuso, previsto dalla legge regionale 9 agosto 2013, n.22, le unità immobiliari non destinate all’abitazione principale dal nucleo familiare e non concesse in locazione o in comodato, ed effettivamente non utilizzate, si considerano utenze domestiche composte da unico occupante e ad esse si applica la relativa tariffa. La giunta municipale con proprio atto istituisce e disciplina un registro pubblico al quale i proprietari interessati potranno iscriversi, manifestando il proprio impegno alla costituzione dell’Albergo diffuso. La riduzione tariffaria si applicherà fino alla costituzione dell’Albergo diffuso e la mancata partecipazione allo stesso consentirà al comune il recupero delle somme non versate.

6. Per le unità abitative, di proprietà o possedute a titolo di usufrutto, uso o abitazione da soggetti già ivi anagraficamente residenti, tenute a disposizione dagli stessi dopo aver trasferito la residenza/domicilio in Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.) o istituti sanitari e non locate o comunque utilizzate a vario titolo, il numero degli occupanti è fissato, previa presentazione di richiesta documentata, in una unità.
7. Per le unità immobiliari ad uso abitativo occupate da due o più nuclei familiari la tariffa è calcolata con riferimento al numero complessivo degli occupanti l’alloggio.

SOLO UNA RIFLESSIONE:
La nostra proposta di modifica all’art.17 è stata ritenuta “rozza” da qualcuno della maggioranza. Certo è ancora una volta siamo stati noi della minoranza a ricordare agli amministratori del progetto di Albergo diffuso (leggi la delibera del 28.06.2013), da loro tanto decantato ma mai incentivato seriamente, tant’è che ad oggi si sono limitati esclusivamente ad individuare (e pagare!) una società per la promozione di questa iniziativa.

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1 Commento

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Una risposta a “Ultimissime sulla TARES

  1. Mi scuso con chi ha letto l’articolo prima delle 14.30 di oggi, 29 settembre, ma per un mero errore avevo pubblicato la prima “bozza” della nostra proposta ed ho quindi provveduto alla sua sostituzione con quella “definitiva”, discussa poi in Consiglio Comunale.

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